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StrettoWeb aveva ragione, parola di StrettoWeb

Ieri pomeriggio al Granillo nella partita Reggina-Avola Domenico Girasole è entrato in campo al 60°. Dieci secondi dopo era in area di rigore avversaria: calcio d’angolo, colpo di testa e gol del 3-0. La Reggina ha poi vinto 4-0. A fine partita Nino Barillà, ex capitano della Reggina, ha pubblicato su Instagram solo le parole “Post muto… 😂” con la bandiera amaranto.

Chi segue le vicende della Reggina capisce a cosa si riferisce. Ma per capire il contesto e da dove nasce questa polemica, bisogna tornare all’estate 2023. Dopo il fallimento della Reggina e l’assegnazione del titolo sportivo in Serie D alla neonata Fenice Amaranto da parte del sindaco facente funzioni Paolo Brunetti, la nuova società aveva tesserato Domenico Girasole, difensore centrale classe 2000, figlio della sorella di Brunetti. Al momento della firma Domenico veniva da un infortunio ed era svincolato: aveva rescisso il contratto con il Potenza. In carriera aveva giocato nelle giovanili dell’Avellino, poi nei dilettanti con Lanusei, Casarano e Picerno, quindi in Serie C con Foggia e Potenza.

La testata giornalistica reggina StrettoWeb pubblicò subito la notizia sottolineando la parentela con il sindaco.

Il giorno dopo, 21 settembre 2023, il direttore responsabile di StrettoWeb Peppe Caridi tornò sull’argomento con un lungo editoriale. L’apertura avvertiva che il pezzo era “riservato a lettori alfabetizzati che non hanno perso lo spirito critico“, mentre chi aveva “già deciso che la Fenice Amaranto è il proprio nuovo Dio” e “andrà a messa ogni domenica per fustigarsi a prescindere, anche se il prete durante l’omelia darà sentenze umilianti e mortificanti” poteva evitare di leggere. Il “tifoso medio che trasforma il calcio in religione“, precisava Caridi, non era in grado di affrontare “la lettura di un testo che non potrà mai comprendere“. Nel corpo dell’articolo, Caridi scrisse che Domenico non avrebbe dovuto essere tesserato dalla Fenice indipendentemente dal suo valore: “anche se Domenico Girasole fosse Cristiano Ronaldo, alla Reggina in questo contesto storico non ci sarebbe dovuto andare comunque“. Arrivò anche a immaginare il dialogo che Brunetti avrebbe dovuto avere con il nipote: “mio caro nipotino, io ti voglio bene e tu lo sai, starò sempre dalla tua parte ma in questo momento io sono Sindaco della città quindi tu nella squadra che io ho appena dato a questi non ci puoi andare“. Il pezzo si chiudeva con: “la lezione non è servita, siamo di nuovo punto e a capo con pupari che raccontano favole per incantare le scimmie, orde di allocchi che ci cascano e quei pochi che provano ad aprire gli occhi vengono considerati eretici. Eretici a cui dopo, col senno di poi, tutti gli altri chiederanno scusa, ancora una volta“.

Nello stesso articolo del 20 settembre, però, StrettoWeb aveva riservato parole diverse al fratello minore Rosario – anche lui nipote di Brunetti – allora diciassettenne che aveva appena lasciato la Reggina per la Primavera della Ternana: “nel caso di Rosario si tratta di un ragazzo dal potenziale esplosivo: lo scorso anno è stato il Capitano degli Allievi della Reggina Calcio con cui – da difensore – ha siglato ben 8 reti. E con l’arrivo della Fenice, lui è andato subito via“.

Domenico Girasole non commentò pubblicamente la vicenda. A novembre 2023, intervistato dall’emittente reggina Touring, disse: “La cosa non mi ha scalfito. Quando ho letto certe cose, mi è scappata la risata. Cerco di guardare il positivo da ogni cosa che succede e per me è stato uno stimolo in più“.

Nelle tre stagioni successive Domenico è stato titolare fisso: ha collezionato 28 presenze nella prima stagione (23/24), 35 nella seconda (24/25) e 37 nella terza (25/26), segnando in totale 12 gol e diventando uno dei calciatori simbolo della Reggina degli ultimi anni. Nell’ottobre 2024, dopo il gol al Paternò, Caridi pubblicò un articolo intitolato “La Reggina ha vinto la Champions League. E Girasole è (di nuovo) Pallone d’Oro”. Nel testo, il “nipotino del vicesindaco Brunetti” aveva “superato Rodri, Vinicius e Bellingham nella corsa al Pallone d’Oro” grazie al gol contro una squadra neopromossa dall’Eccellenza, paragonata ironicamente a “pari fascia di Real Madrid, Bayern Monaco e Manchester City“. I tifosi entusiasti per le vittorie della squadra erano allocchi: “ma a prescindere dal povero Girasole, esposto in tal senso non certo per colpa sua se non per aver accettato di andare a giocare in serie D nella società appena scelta politicamente dallo zietto mentre lui era rimasto disoccupato dopo non aver superato un paio di visite mediche in serie C per un brutto infortunio, e invece veniva descritto come un “lusso per la categoria” dove ormai milita stabilmente a 24 anni, i soliti allocchi si sono eccitati per tre vittorie consecutive“, e il post social del sindaco Falcomatà dopo una di quelle partite ricordava quelli dei “bimbiminkia su Facebook“.

L’estate del 2026 ha cambiato tutto. La Reggina è passata a una nuova proprietà riconducibile a Claudio Lotito, presidente della Lazio e senatore di Forza Italia. Lotito stesso ha raccontato in conferenza stampa di essere stato “letteralmente stalkerizzato” dal nuovo sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, anch’egli di Forza Italia, che lo aveva “coinvolto emotivamente”.

Il cambio di proprietà – con l’intervento del sindaco Cannizzaro – ha coinciso con un cambio di tono e di narrazione da parte della maggioranza dei giornali sportivi reggini. In un articolo pubblicato il 2 settembre 2026 dal titolo “Reggina, perchè alcune frange della tifoseria contestano la nuova società vincente dopo aver sostenuto per tre anni la precedente proprietà perdente?” sempre il direttore di StrettoWeb Caridi scriveva: “L’entusiasmo contagioso che si respira tra le strade e sulle gradinate testimonia la volontà di lasciarsi alle spalle un periodo buio per abbracciare una programmazione di alto profilo basata su risorse reali e competenze manageriali. Il popolo amaranto più autentico ha dimostrato di saper distinguere la sostanza dalle narrazioni di comodo, riconoscendo che la vera serietà si misura attraverso la concretezza dei fatti e la solidità dei progetti. Con Claudio Lotito, la nuova era di successi amaranto è soltanto appena iniziata. Con buona pace delle vedove di Ballarino“.

Alla prima giornata di campionato, contro il Licata, la Curva Sud ha esposto uno striscione: “StrettoWeb fogna di Reggio“. Caridi ha risposto con un articolo in cui definiva lo striscione “elegante, profondo, carico di significato e dallo stile intellettuale” e lo accoglieva come “un’altra medaglia per StrettoWeb“. E poi: “La differenza è che noi, quando facciamo il nostro lavoro e scriviamo ciò che pensiamo, ci mettiamo la faccia: nome, cognome e attributi. Inoltre, motiviamo sempre idee, opinioni e posizioni senza mai scadere in offese e insulti“. Il 16 settembre sera, dopo la terza vittoria consecutiva in campionato, Caridi ha pubblicato un nuovo articolo in cui la Reggina di Lotito viene paragonata al ciclista Tadej Pogacar, talmente superiore ai rivali da poter puntare a “entrare nella storia assoluta degli almanacchi” e “l’obiettivo diventa abbattere ogni record nazionale e perchè no anche internazionale relativo a punti conquistati, reti segnate, minor numero di gol incassati e minuti d’imbattibilità della porta amaranto“.

È in questo contesto che il 14 settembre Caridi ha pubblicato il suo “fact-checking” sui fratelli Girasole dopo che alcuni tifosi avevano approfittato dell’ottima prestazione di Rosario Girasole nella partita contro il Modica per manifestare sostegno ai due fratelli commentando i post social di StrettoWeb: “oggi, lunedì 14 settembre 2026, ci troviamo ancora una volta costretti a fare i conti con un piccolo manipolo di tifosi e commentatori in mala fede, veri e propri analfabeti funzionali che popolano i social network con l’unico scopo di gettare fango gratuito su StrettoWeb.  La colpa della testata giornalistica che mi onoro di dirigere? Aver sempre raccontato la verità […] È giunto il momento di un durissimo e definitivo fact-checking per rimettere le cose al loro posto, dimostrando, documenti e articoli alla mano, che il tempo e il campo, giudice supremo del calcio, ci hanno dato clamorosamente ragione.”. Il campo aveva dato ragione al giornale: Rosario titolare, Domenico “dignitosa riserva“. Per dimostrarlo, il giornale citava sé stesso: gli articoli del 2023 firmati da Caridi venivano usati come prove delle tesi sostenute da Caridi nel 2026.

Sotto quell’articolo, su Facebook, è comparso anche un commento dell’ex capitano della Reggina Nino Barillà: “per l’ennesima volta avete perso la grande occasione di stare muti…siete passati in risalto per la marea di cazzate che siete riusciti a scrivere tutte nello stesso articolo. Se ci fosse ancora il programma di Gerry Scotti sareste candidati per il Guinnes Word Record (RI cazzati)“.

A cui è seguita la risposta del profilo social di StrettoWeb: “Nessuno può intimidirci di “stare muti”, e infatti mai lo faremo. Parli di “cazzate” senza menzionare quali sarebbero, perché non ce ne sono: solo ed esclusivamente dati e fatti documentati. Le cazzate (quelle vere) le alimenta esclusivamente chi usa i social network come strumento di interesse personale, i ragazzi – quest’anno – li stiamo esaltando ogni giorno perché lo meritano ed è l’anno giusto come scriviamo da due mesi non perché capita per grazia divina ma perché finalmente c’è una società che ha rimesso le cose al loro posto. FORZA REGGINA, adesso che è tornata quella vera dopo 3 anni da incubo in cui – come sai bene avendolo subito sulla tua pelle – è stata ostaggio di venditori di fumo e pifferai magici che la hanno mortificata e umiliata quotidianamente con quella pseudo società asservita al potere e indegna di rappresentare i vessilli amaranto“. E la controrisposta dell’ex capitano amaranto: “nn basterebbe un intera giornata per menzionarle tutte (le cazzate)ma quelle ci posso stare come avete detto nessuno vi può intimare a stare zitti“.

Il giorno dopo, 15 settembre, un secondo articolo firmato da Mirko Spadaro ha risposto direttamente all’ex capitano attaccandolo e, con i soliti toni, chiedendogli cosa avesse “combinato in questi anni da specialista in calciomercato e accomodatore di liberatorie varie“, ricordando anche che era stato “l’ultimo lungodegente quando si accumulavano gli stipendi arretrati“. I tifosi critici verso la nuova proprietà venivano chiamati “vedove di Ballarino” e accusati di “allergia alla verità” per la quale Spadaro suggeriva di prendere “un antistaminico“.

Ieri sera Domenico Girasole è entrato in campo e ha segnato dopo dieci secondi. Barillà ha scelto di non aggiungere altro. Solo quelle due parole e un’emoji.

Per citare StrettoWeb: “era tutto vero. Mettetevi l’anima in pace, smettetela di distorcere la realtà e imparate a leggere, oltre ai nostri articoli, anche le verità inappellabili che solo il rettangolo verde sa regalare“.

La fonte è autorevole: StrettoWeb lo ha scritto, quindi è vero. Lo ha scritto StrettoWeb.

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